Il 17 e 18 aprile 2026 si è tenuta una nuova tappa del progetto “Una Dama per la Campania”, attraverso un educational tour dedicato a operatori esteri.
L’attività, organizzata da Ileana Esposito, Vice Presidente di Skal Napoli, Direttore Marketing Manager di Dama Consulting e fondatrice delle organizzazioni di volontariato del Gruppo Peepul, si è svolta in un contesto di straordinaria bellezza: colline che si tingono di mille sfumature, vallate in fiore che diffondono nell’aria intensi profumi primaverili e borghi antichi sospesi nel tempo.
In questo scenario suggestivo si colloca l’esperienza vissuta in Irpinia e nel Sannio, due territori ricchi di tesori enogastronomici e culturali di grande valore.
Il viaggio non ha rappresentato soltanto un’occasione di scoperta turistica, ma anche una tappa fondamentale del progetto, nato con un obiettivo chiaro e ambizioso: rendere ogni angolo del territorio accessibile a tutti. Dalle cantine d’eccellenza ai castelli, fino ai laboratori artigianali, l’iniziativa promuove l’idea che viaggiare debba essere un diritto universale e non un privilegio.
A sostegno di questa visione, il progetto ha ospitato tre importanti tour operator internazionali, coinvolti in un fam trip volto a valutare con attenzione l’accessibilità dei luoghi visitati: Susanne Nielsen (Sus Travel – Danimarca), Fatma Ersel (Managing Director, Estitravel OÜ – Estonia) e Cindy Fabbricelli (President & Founder, Travel Hand – Francia). Un contributo significativo è stato offerto anche da Adele e Angelo Fusillo, blogger di turismo accessibile del progetto “Comma 2”, che hanno documentato ogni fase del viaggio con professionalità, empatia e spirito collaborativo.
Durante il tour, alcune realtà si sono distinte per l’elevata qualità dell’accoglienza e per la particolare attenzione all’accessibilità, dimostrando come sia possibile coniugare autenticità e sostenibilità. Tra queste emergono le cantine Feudi di San Gregorio a Sorbo Serpico, il ristorante Il Clanio ad Avella e il ristorante Colle d’Ercole a Montesarchio.
Nonostante le numerose eccellenze, il viaggio ha rappresentato anche un’importante occasione di analisi critica. Per rendere Irpinia e Sannio destinazioni realmente inclusive, resta ancora molto da fare. L’accessibilità in diversi musei provinciali è ancora limitata e risulta urgente l’introduzione di supporti informativi, sia scritti che audio, in lingua inglese e per persone non vedenti. Si attende inoltre la riparazione dell’ascensore del Castello di Montesarchio, luogo di grande fascino dotato di interessanti postazioni multimediali. Ad Avella, il Museo MIA rappresenta già un modello di accessibilità, mentre si auspica che anche l’Arena possa presto diventare fruibile da tutti.
Un ulteriore ostacolo è rappresentato dalla carenza di posti letto accessibili: molte strutture ricettive dispongono di una sola camera adeguata, rendendo difficile l’organizzazione di soggiorni prolungati per gruppi di persone con disabilità motoria. Questa limitazione rischia di ridurre l’esperienza turistica a semplici escursioni giornaliere, spesso impegnative e distanti da centri principali come Napoli.
Il percorso verso un turismo pienamente inclusivo è ancora in salita, ma il cambiamento è già in atto. La Campania esprime il meglio di sé quando riesce a essere accogliente e accessibile. Il progetto continuerà a collaborare con tutte le realtà che condividono la visione di un territorio aperto, inclusivo e capace di accogliere ogni viaggiatore.



Photo Credit: DAMA Consulting.